Cos'è un conto deposito
Il conto deposito è uno strumento finanziario semplice, sicuro e a basso rischio offerto dalle banche per remunerare la liquidità dei risparmiatori. A differenza del conto corrente, non è pensato per l'operatività quotidiana ma esclusivamente per custodire del denaro e farlo fruttare attraverso il pagamento periodico di interessi. È diventato negli ultimi anni una delle soluzioni di risparmio più popolari in Italia, grazie ai tassi competitivi tornati interessanti dopo il rialzo dei tassi BCE iniziato nel 2022.
Esistono due categorie principali: il conto deposito libero, che permette di prelevare in qualunque momento, e il conto deposito vincolato, in cui il capitale resta bloccato per una durata prestabilita (3, 6, 12, 24, 36 o 60 mesi) in cambio di un tasso maggiore.
Come funziona un conto deposito
L'apertura avviene quasi sempre 100% online, in pochi minuti. Dopo l'identificazione tramite SPID, videochiamata o bonifico di verifica, è sufficiente trasferire il capitale dal conto corrente di appoggio al nuovo conto deposito. Da quel momento il denaro inizia a maturare interessi, calcolati giornalmente al tasso pattuito e accreditati di norma alla scadenza del vincolo o con cadenza trimestrale/annuale.
A scadenza, il capitale e gli interessi netti vengono automaticamente riaccreditati sul conto corrente di appoggio. Alcuni istituti permettono il rinnovo automatico del vincolo alle condizioni di mercato del momento.
I vantaggi dei conti deposito
• Capitale protetto dal Fondo di Garanzia fino a 100.000 € per intestatario e banca. • Rendimento prevedibile: il tasso vincolato è fisso e noto fin da subito. • Zero costi di gestione nella maggior parte dei casi. • Apertura immediata online senza necessità di recarsi in filiale. • Strumento liquido (per le linee libere) o pianificabile (per i vincoli).
Rischi e limiti
Il principale rischio è quello di insolvenza della banca, mitigato però dal sistema di garanzia europeo. Altri elementi da considerare:
• Rischio inflazione: se l'inflazione supera il tasso netto, il potere d'acquisto si riduce. • Vincolo di liquidità: nei depositi vincolati il denaro non è disponibile prima della scadenza, o lo è con penali. • Tasso fisso: in caso di forte rialzo dei tassi, restare bloccati a un tasso vecchio diventa svantaggioso.
I fondi di garanzia dei depositi
In Italia opera il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), mentre negli altri Stati membri dell'Unione Europea sono attivi schemi nazionali equivalenti (FGDR in Francia, ESF in Germania, FGD in Portogallo). Tutti garantiscono 100.000 € per intestatario e per banca, in conformità alla direttiva 2014/49/UE.
Per chi possiede capitali rilevanti, distribuire la liquidità su più banche è una strategia naturale per mantenere ogni euro completamente protetto.
Tassazione dei conti deposito in Italia
Gli interessi maturati sono soggetti a un'imposta sostitutiva del 26%, applicata automaticamente dalla banca all'atto dell'accredito. A questa si aggiunge l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sulle giacenze superiori a 5.000 €, calcolata in proporzione ai giorni di apertura.
Alcune banche offrono promozioni in cui il bollo è a carico della banca: è un'informazione importante da verificare nel foglio informativo dell'offerta.
Come scegliere il miglior conto deposito
Per individuare l'offerta giusta valuta sempre questi cinque parametri:
1. Tasso netto effettivo, non solo il tasso lordo pubblicizzato. 2. Durata del vincolo compatibile con i tuoi obiettivi di liquidità. 3. Costi accessori (bollo, eventuali commissioni di apertura). 4. Solidità della banca e Stato del fondo di garanzia. 5. Possibilità di svincolo anticipato e relative penali.
Depositi europei vs italiani
Aprire un conto deposito in una banca europea è oggi semplice quanto farlo in Italia. Le banche di Lettonia, Portogallo, Francia o Lussemburgo propongono spesso tassi più elevati rispetto alle italiane, rimanendo comunque coperte da fondi di garanzia equivalenti al FITD. Il bonifico SEPA gratuito rende l'operatività identica a un conto domestico.
Va considerato però l'aspetto fiscale: gli interessi percepiti all'estero vanno dichiarati nel quadro RW e RM della dichiarazione dei redditi, applicando la stessa imposta sostitutiva del 26% prevista in Italia. Alcune piattaforme di intermediazione bancaria (raccolta depositi paneuropei) gestiscono automaticamente la fiscalità per conto del cliente.

